"La Sindrome di Rebecca" di La Socia – La posta del cuore di Cattivolo 3puntata

Cari strike, mattiapassadore, trinity e tutti gli altri, visto che sta "Sindrome dell’ex" pare aver colpito un po’ tutti, invece di suggerire un gruppo di autoaiuto, o come ci consiglia la sanguigna Zizzola DeSpinas di dedicarci tutti all’ortoterapia (“venite a zappare la terra e vi passano tutte le sindromi!”) dedichiamo all’argomento anche sta puntata, per poi, dalla prossima, toccare altri temi
Ospitiamo questa volta l’intervento di La Socia DeSpinas che sostiene un punto di vista completamente diverso da quello di noi ostinati EXfidanzati. Lei fa parte di quella categoria di persone che subiscono le angherie nostre e della nostra sindrome dell’ex. Infatti La Socia difende una categoria da noi piuttosto odiata, cioè, quella de:
“il nuovo fidanzato/la nuova fidanzata” della tua ex.
Per par condicio, è giusto ospitare anche questa minoranza, spesso vittima dei nostri soprusi (andiamo… chi di noi non ha mai tagliato le gomme dell’auto del “nuovofidanzato” della tua EX? e chi di noi, dovendo dare le generalità quando prende la multa sull’autobus, non da il nome della nuova fidanzata del tuo EX)?

“La Sindrome di Rebecca” di La Socia DeSpinas
I miei ex non li metto da nessuna parte. Gli ex sono lì, in un universo fluttuante che non mi appartiene, che non frequento più. A volte ci ritorno col pensiero, col ricordo per poi tornare a spalancare gli occhi sul presente, qui e ora. E conto le cicatrici, semmai. Quelle nuove e quelle che sono abitudine.
A volte capita di incontrare i miei ex per caso, li vedo nei posti più assurdi: “ma tu qua non ci volevi mai venire, tu in quel modo non ti saresti mai vestito, tu così grasso non saresti mai diventato…”.
Piuttosto avrei qualcosa da dire sulle ex dei miei proto fidanzati del momento.
E’ vero ho la Sindrome di “Rebecca, la prima moglie”. E’ che di Rebecche, sempre molto presenti, ne ho l’anima piena. Sono lì sempre molto ossessive e rompipalle, piene di odio e risentimento, sento il loro fiato sul collo. Me le vedo lì, dietro l’angolo, pronte a colpire e a riprendersi il malloppo. Avide del loro passato sono sempre lì, a ricordarmi che non sono abbastanza rispetto a LORO. Che non ci potrà essere MAI NESSUNO DOPO LORO. Appunto nessuno e io? Salve, io sono nessuno… (La Socia)
(La Posta ritorna mercoledì con "uomini con il cervello: un utopia?") baci

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